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Monumento a Costantino Nigra a Villa Castelnuovo

Villa Castelnuovo e Costantino Nigra

La frazione di Villa Castelnuovo, nel comune di Castelnuovo Nigra, ha dato i natali a Costantino Nigra, il figlio più illustre della Valle Sacra, nato l’11 giugno 1828. Primogenito di uno famiglia della media borghesia locale, dopo aver studiato giurisprudenza a Torino, nel 1851 iniziò la carriera politica quale coadiutore di Massimo d’Azeglio e quindi, entrato nelle grazie di Cavour, fu da lui inviato alla corte di Napoleone Ill ed ebbe, come è noto, parte essenziale nell’alleanza con la Francia cho portò ai successi della II guerra d’indipendenza. Ma già in questi anni il brillante diplomatico dimostrava di non dimenticare la suo terra d’origine, dedicandosi a seri ed approfonditi studi filologici sui canti popolari piemontesi, pubbllcati poi nel 1888 in un corposo volume che ancor oggi costituisco una pietra miliare per quegli studi.
Divenuto successivamente ambasciatore a Pietroburgo, Londra e Vienna, ebbe sempre nel cuore la “carità del natio loco” che per oltre trent’anni lo indusse a studiare il folklore piemontese e segnatamente canavesano, rivolgendosi alla sua valle con l’affetto che traspare evidente nel suo scritto “Il Natale in Canavese” “…A chi percorre la strada fra le valli dell’Orco o del Chiusella, se volgo gli occhi in alto a sinistra, gli si presenta la magnifica collina… Vi spicca Villa Castelnuovo ove io nacqui o, più in alto, la chiesa di Sale in un largo semicerchio chiuso a ponente dal doppio vortico del monte di Fillia, a levante dalle colline di Muriaglio e a tramontana dalle Alpi.”
Ed anche quei delicati pastelli bucolici che sono gli Idilli, fiore poetico della suo vecchiezza, di cui ancora lo terra natia costituisce lo sfondo, che altro rappresentano so non il vagheggiato ritomo nel crepuscolo della vita alle proprio radici, alla sua gente cantata nell’umile cornice del lavoro dei campi?

Monumento a Costantino Nigra a Villa Castelnuovo

Monumento a Costantino Nigra a Villa Castelnuovo


Ed infine. l’aver scelto come estrema dimora il piccolo cimitero del paese che l’aveva visto nascere non vuol forse significare un definitivo ritorno allo diletta Valle Sacra?
Oggi la sua villa è in rovina ma una passeggiata tra le case della frazione e nei boschi che la circondano è comunque un bel modo di ricordare la storia d’Italia, i suoi protagonisti.



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